L’oro è uno degli investimenti più sicuri che esistano, nessuno in 6000 anni ha mai dichiarato di aver avuto una perdita consistente per via dell’oro. Al contrario, chi ha investito in sistemi di valore monetario ha dovuto patire (soprattutto da 11 anni a questa parte) convulse giornate per via di inflazione, default e crisi economiche, fino ad arrivare a perdere quasi o addirittura tutto il proprio capitale.

Già gli antichi egizi nel 6000 a.C. utilizzavano questo metallo come simbolo di ricchezza: quello che l’ha reso prezioso nell’antichità è stato oltre alla rarità (reperibile inizialmente solo allo stato nascente-pepite), la lucentezza, il colore simile al sole (uno dei primi simboli, o forse il primo, della vita e della divinità). Il sole dà luce, permette alla vita umana di esistere e alla natura di fornire agli esseri umani le risorse necessarie per la sopravvivenza: la luce è la vittoria sulle tenebre, la vittoria del bene sul male. L’oro simboleggiava divinità, sovranità, al punto che solo le classi sociali più abbienti erano in possesso di oro e potevano utilizzarlo per abbellirsi.

Quando venne introdotta la cartamoneta, sulle banconote era indicato il corrispondente “valore” in oro. Le banche centrali della varie nazioni si facevano così garanti, grazie alle loro riserve auree, del valore di quello che era e restava un semplice pezzo di carta e nulla più. L’enorme convenienza del detenere questo bene prezioso la si riscontra in special modo durante crisi finanziarie (2008 docet).

Spesso ci si chiede perché l’oro continua, a distanza di anni e anni, ad essere considerato un bene prezioso, un bene rifugio sicuro e stabile, nonostante l’enorme quantità di strumenti finanziari presenti, tra cui le criptovalute.
Il vero segreto di questo enorme valore conferito all’oro è la sua difficile reperibilità e la sua quantità limitata; questo porta ad un’elevata valutazione dell’oro, molto difficilmente svalutabile, anche in presenza di eventi finanziari catastrofici, in quanto l’estrazione del metallo è un processo complesso ed estremamente costoso. Il metallo aurifero è talmente importante da essere utilizzato sotto forma di riserve auree dagli stessi governi di tutto il mondo (tra cui l’Italia, terza al mondo per quantità di oro detenuta nei suoi caveau) e dalle più grandi banche d’affari. La politica monetaria è sull’orlo del collasso: il mondo è sempre più indebitato, basti pensare che solo l’Italia detiene un debito pubblico di 2.345 miliardi di euro. Lasciare i propri soldi in questo cerchio di fuoco significa rischiare. L’oro è l’unica soluzione: il suo prezzo in aumento ci sta indicando che si tratta di una soluzione d’investimento sempre molto ambita, perché non è direttamente influenzato dalle politiche economiche di ogni singolo paese e non può essere ripudiato o “congelato” come nel caso delle banconote cartacee, in quanto non viene “emesso” da una banca centrale, bensì dalla natura stessa.
Un’ulteriore conferma sul fatto che l’oro non fallirà mai la riceviamo anche pensando al fatto che il metallo giallo non è utile solamente sotto l’aspetto prettamente finanziario, ma anche in molti altri settori, quali il settore medico: l’oro può essere usato infatti per combattere moltissime malattie e tuttora nuovi studi riescono a fare luce sulle sue molteplici proprietà.

Proprio a causa dell’enorme fatica nel reperire ed estrarre l’oro e nel lavorarlo, il deprezzamento dell’oro può considerarsi una chimera. L’oro, proprio come l’acqua presente sul pianeta Terra, è unico, non si può fabbricare, la sua quantità limitata rappresenta una tutela.

L’oro ha un mercato tutto suo, che non dipende dai mercati finanziari tradizionali: è per questo che nel caso si ripresentassero le frenetiche giornate del 2008, il proprio patrimonio non solo rimarrebbe intatto, ma anzi, aumenterebbe. Infatti proprio quando i mercati finanziari vanno male, il valore dell’oro tende ad aumentare. Come è possibile? Facciamo un esempio pratico per capire:
Immaginiamo di trovarci davanti a due calciatori molto bravi, un calciatore E e un calciatore O, che si contendono ogni giorno il titolo di calciatore più forte del mondo. Se improvvisamente il calciatore E (che in questo esempio assoceremo alla valuta euro) gioca male una partita, subito lo scettro di calciatore più forte del mondo passerà al calciatore O (che assoceremo all’oro). Ecco, se l’euro (il calciatore E) gioca male una partita, per via di tanti motivi, tutti punteranno gli occhi e daranno fiducia all’altro calciatore, il calciatore O (l’oro), che inevitabilmente acquisirà prestigio e valore, guadagnando sulla sfiducia rivolta da parte dei tifosi al suo competitore, il calciatore E (ossia la valuta euro).
Ci si chiederà cosa succede all’oro quando invece “entrambi giocano bene”, cioè quando la valuta euro è momentaneamente stabile: al massimo il valore dell’oro scenderà di un paio di euro per poi risalire entro pochi giorni e tornare al suo prezzo abituale (in 6000 anni l’oro non è mai andato in default), resterà stabile oppure crescerà ugualmente; entreranno in gioco i fattori di cui si è parlato sopra: la sua rarità, la sua bellezza esteriore, la sua storia millenaria consolidata, le sue caratteristiche fisiche utili per l’evoluzione di molti settori come la medicina moderna, l’elettronica, l’industria aerospaziale.

Ecco il motivo per cui se acquisti oro sarai sempre più ricco