I motivi per comprare oro, sia per tutelare al meglio il valore reale del proprio patrimonio, sia per profittare del pessimismo circostante, sono davvero tanti. Sono sempre di più gli analisti che temono un evento traumatico per i mercati azionari nel 2020. Qualcuno ha detto addirittura che il ‘cigno nero’ è prossimo.

Panoramica dell’andamento dell’oro nel 2019

Il 2019 è risultato particolarmente positivo per chi negli anni passati ha deciso di comprare oro. La quotazione aurifera dai $1.280 l’oncia di inizio anno è progressivamente avanzata fino a sfondare i $1.560 nei primi giorni di settembre. Per quanto concerne la quotazione in grammi invece, il prezzo è passato dai 36 euro a grammo di inizio 2019 fino ai 45 di inizio settembre con un incremento del 25%.
Il 2019 è stato senz’altro un anno d’oro per l’oro. L’anno è risultato particolarmente positivo per la quotazione del metallo giallo che, da gennaio in poi, non ha fatto altro che macinare guadagni. Determinante la nuova politica delle banche centrali e, nello specifico, quella della Fed che è tornata a tagliare i tassi di interesse dopo i 4 rialzi del 2018, ma di questo punto abbiamo già detto poc’anzi, mettendo in evidenza la natura ambigua di questi tagli. Con l’arrivo dell’estate, il prezzo dell’oro si è riportato persino oltre quota $1.500, con apice a $1560 l’oncia. Da metà settembre però la quotazione ha premuto sul pedale del freno e ha ricominciato a scambiare intorno ai $1.450 circa.

I fattori determinanti per ulteriori grandi rialzi nel 2020

Cominciamo ad esaminare il fattore costituito dalle politiche monetarie delle più importanti Banche Centrali. Il prezzo dell’oro dipende molto anche da quelle. Sotto i riflettori si troverà prima di tutto la FED americana. Nell’ultima riunione la FED ha interrotto il ciclo dei ribassi del costo del denaro, ma non l’ha fatto in pieno. Si è riservata, ancora una volta, una via di uscita di tipo espansionista. Ora, come si sa nel mondo della finanza internazionale, le politiche monetarie espansionistiche favoriscono automaticamente l’apprezzamento dei corsi auriferi, rendendo vantaggioso l’investimento in oro. Un altro fattore che ha contato e che continuerà a contare molto è quello delle guerre commerciali. Negli ultimi mesi dell’anno ci sono stati degli accordi tra USA e Cina ed il clima più disteso ha provocato una leggere correzione dei prezzi dell’oro a partire da settembre in poi, ma le elezioni presidenziali del 2020 sono in vista e con quelle anche nuove tensioni di politica interna USA. Anche la Brexit, ormai vicinissima dopo la vittoria di Boris Johnson, potrebbe diventare un fattore in grado di determinare un sostenuto rialzo dei prezzi dell’oro.

Il parere dei maggiori esperti

Tra i primi a formulare interessanti previsioni 2020 sul prezzo dell’oro sicuramente gli analisti di Independent Strategy, che hanno reso noto tutto il loro ottimismo nei confronti della quotazione. Stando alle stime di David Roche, presidente e global strategist dell’azienda, il metallo prezioso volerà sui $2.000 durante il prossimo anno a causa delle politiche monetarie delle banche centrali che spingeranno gli investitori a cercare “valute alternative” a quelle tradizionali. L’acquisto di oro fisico, ma anche finanziario, è stato raccomandato anche dalla più grande banca svizzera, la UBS, che ha partorito nuove e interessanti previsioni 2020 sul prezzo dell’oro. Secondo UBS la quotazione arriverà sicuramente oltre quota $1.600 (quotazione dell’oro finanziario) nei prossimi mesi in quanto continuerà a svolgere il ruolo di bene rifugio per eccellenza. Rispetto alle stime dell’autunno 2019, quindi, la prospettiva sull’oro è tornata ad essere molto positiva. Ad esempio gli analisti di Morgan Stanley, in un loro report dedicato alle materie prime, hanno fissato il target della quotazione oro a 2000 dollari l’oncia.

Segnali di allarme dai mercati finanziari USA

Un altro fattore della massima importanza per cercare di prevedere il futuro delle quotazioni aurifere è quello costituito dal rapporto tra l’oro ed il dollaro USA, tra i quali intercorre una relazione inversamente proporzionale. In genere (non sempre ma quasi sempre) se il dollaro USA si rafforza le quotazioni dell’oro scendono, mentre se il dollaro USA si indebolisce simultaneamente si alzano le quotazioni del metallo giallo. Ne consegue da quanto appena detto che anche le previsioni sul dollaro USA possono essere utili per decidere un investimento in oro fisico nel corso della prima parte del 2020. La previsione di molti operatori specialisti di Forex (il più grande mercato finanziario del pianeta, dove si scambiano enormi quantitativi di valuta ogni giorno) è di un lieve indebolimento del dollaro che dovrebbe arrivare ad un rapporto di 1,14 con l’euro ed anche questo potrebbe essere un incentivo a comprare oro.

La ‘Gold Remonetization’ e la ‘dedollarizzazione del mondo’

È di questi giorni la decisione della BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali con sede a Basilea in Svizzera) di equiparare l’oro fisico al denaro contante, rendendolo di fatto risk free, privo di rischi: si tratta della cosiddetta ‘Gold Remonetization’. Le Banche Centrali mondiali nell’ultimo anno hanno ripreso ad acquistare oro per mettere al sicuro parte del denaro. Molti acquisti di oro e molto contante che sta sparendo dalla circolazione non sono di certo fattori tranquillizzanti per il mondo. E poi, last but not least, c’è un motivo di fondo che sosterrà le quotazioni dell’oro fisico per il 2020 e per diversi anni ancora. Questo motivo si chiama ‘dedollarizzazione del mondo’, la strategia geopolitica portata avanti già da diversi anni dalla Russia e dalla Cina. Queste due Grandi Potenze, che sono tali anche per essere Nazioni militarmente fortissime, sono in latente e continuo conflitto con gli Stati Uniti. L’accumulo di oro, che sta avvenendo da anni e che avverrà per anni ancora da parte di Russia e Cina, ha un fine preciso; togliere agli USA quel grande privilegio che gli deriva dal fatto che il dollaro USA è stato, dal secondo dopoguerra ad oggi, la valuta di riserva internazionale.

Il piano di Russia e Cina nel dettaglio

Il piano di Russia e Cina è molto serio e molto pericoloso per gli USA, anche alla luce delle crisi finanziarie sempre incombenti sul mondo finanziario occidentale dominato dagli USA. Russia e Cina non smettono di comprare oro e non smetteranno di farlo fino al giorno in cui, pochi lo dicono ma la logica degli eventi porta esattamente a quell’esito, non riterranno di avere sufficiente dotazione di una materia prima che ha quantità finite (l’oro non è come il dollaro o come altre monete che si possono stampare all’infinito). Per farne cosa? Cosa Russia e Cina faranno di tanto oro quel giorno in cui dovessero convincersi di poter diventare i nuovi padroni dei mercati finanziari internazionali? La risposta è semplice e molto complessa al tempo stesso; accumulano oro in continuazione per creare una nuova moneta garantita da oro e che possa soppiantare il dollaro USA come nuova moneta di scambio e di riserva valutaria internazionale, il che avrebbe conseguenze geopolitiche e finanziarie storiche di portata inimmaginabile.

Le conseguenze della ‘dedollarizzazione del mondo’

La prima conseguenza sarebbe tornare ad un sistema monetario internazionale nuovamente basato sul Gold Standard (come negli anni ’40 con gli accordi di Bretton Wood, superati successivamente nel 1971 dal rovesciamento di tavolo di Richard Nixon). I segnali di crisi finanziarie e monetarie internazionali sono stati già molti in questi ultimi quindici anni e le due nazioni antagoniste degli USA vogliono approfittare della crescente debolezza dei Paesi capitalistici di più lunga tradizione. Quindi, continueranno a comprare oro fisico ancora per molto facendo salire i prezzi delle quotazioni. Infine, c’è da dire anche che molti Paesi stanno riportando in patria il proprio oro e quando succede una cosa del genere, cioè quando una banca centrale decide di rafforzare le sue riserve di oro non c’è mai da stare molto sereni. Nella migliore delle ipotesi, infatti, quell’istituto centrale è a conoscenza di qualcosa che gli altri non sanno oppure teme che possa succedere qualcosa di cui l’opinione pubblica ha poca percezione. Il quadro poi si aggrava ulteriormente se a riportare l’oro nei forzieri sono Cina e Russia ossia due antagonisti degli Stati Uniti.

Il 2020 sarà un nuovo 2008: ecco perché dovresti subito comprare oro
Tagged on: