Oro ai massimi dal 2013. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran e l’intenzione da parte della Federal Reserve di tagliare i tassi di interesse nei prossimi mesi – operazione che non avviene dal 2008 – sono le principali cause del massiccio rialzo del prezzo dell’oro che lo scorso venerdì mattina alle ore 11:00 ha superato i 40 € al grammo toccando quota 40.04 €.

Tensioni Usa-Iran

La prima causa dell’aumento del prezzo dell’oro è l’altissimo clima di tensione  – un vero e proprio clima di pre-guerra – che si è venuto a creare tra gli Stati Uniti e l’Iran, a seguito dell’abbattimento da parte degli iraniani di un drone americano che si aggirava indisturbato, a detta di Teheran, in territorio non autorizzato nei pressi dello Stretto di Hormuz quattro giorni fa (giovedì 20 giugno 2019), luogo di transito di oltre un quinto del petrolio mondiale. Il Presidente Donald Trump ha ordinato l’attacco immediato sull’Iran, attacco poi annullato all’ultimo a seguito di un ripensamento. Nonostante l’inaspettato cambio di rotta da parte della Casa Bianca (quando ormai si era pronti al peggio) l’oro continuava, anche nelle ore successive, ad essere scambiato intorno ai 1.395 $ l’oncia. Nella giornata di ieri (domenica 23 giugno 2019) gli Stati Uniti hanno fatto sapere di aver concluso con successo un cyber attacco verso l’Iran disabilitando i sistemi informatici di controllo dei lanciamissili.
L’atmosfera rimane dunque tesissima e l’oro dovrebbe beneficiarne ulteriormente nei prossimi giorni.

Tassi di interessi

Fino a maggio gli investitori in titoli di Stato americani credevano che la Federal Reserve non tirasse fuori spiacevoli sorprese almeno fino a inizio 2020. Il 3 giugno scorso però è arrivata l’amara sorpresa. Il governatore della Federal Reserve Jerome Powell, infatti, ha annunciato un possibile taglio dei tassi di interesse a seguito dello stallo dell’economia americana. La manovra in un certo senso è inevitabile, i detentori di obbligazioni USA però non ne hanno voluto sapere e si è creato immediatamente un clima di sfiducia e rabbia. Con ulteriori tagli sui tassi d’interesse infatti gli investitori – soprattutto i cosiddetti “cassettisti” – arriveranno ad avere un rendimento negativo, dunque ci rimetteranno e non ci guadagneranno.

L’annuncio di cui sopra è fortemente collegato all’andamento dell’oro, dato che il metallo giallo è quotato in dollari. Quando il dollaro si svaluta e perde fiducia da parte degli investitori, l’acquisto di oro diventa molto più conveniente per chi lo compra in altre valute (euro, yuan cinesi ecc.) per fattori dovuti al cambio, quindi la domanda globale del metallo aurifero sale, facendo salire di conseguenza anche il prezzo.

Fin dove si spingerà l’oro

Secondo Christopher Lewis, analista di FX Empire, l’ascesa dell’oro non è ancora finita, tanto da prevedere un picco di 1500 $ / oncia da qui a pochissimi mesi.

Altrettanto ottimisti anche gli analisti di Citigroup, i quali prevedono un aumento del prezzo del metallo giallo da 1400 $ / oncia (attuale) a 1450 $ / oncia entro tre mesi.
Secondo Citi in un contesto compiacente come quello attuale l’oro potrebbe superare i 1500 $ / oncia entro fine 2019 e toccare i 1600 $ / oncia entro i prossimi 12 mesi.

Tradotto in grammi, l’oro nei prossimi mesi dovrebbe senza orma di dubbio proseguire la sua scalata fino a spingersi a qualcosa come 42/43 € al grammo se non anche di più.

Gli investitori di tutto il mondo stanno già correndo ai ripari.

“Il bello dell’oro è che adora le brutte notizie.” – John Updike

Oro alle stelle dopo tensioni Usa-Iran e dopo il possibile taglio dei tassi americani