L’oro proprio oggi (lunedì 2 settembre 2019) ha toccato il prezzo più alto mai registrato in valuta euro. A sostenere questa incredibile – ma d’altro canto prevedibile – ascesa del metallo giallo è lo scarso rendimento di diversi titoli di Stato di potenze mondiali e la diminuzione del PIL di quest’ultime.

Oro alle stelle mentre segnali di recessione globali avanzano impetuosamente

L’oro fisico sta siglando record su record in termini di rendimento. Tutto questo anche grazie alle difficoltà critiche in cui versano le economie mondiali. Occhi puntati in primo luogo sugli Usa con il differenziale tra i rendimenti a 10 anni (1,52%) e i rendimenti a due anni (1,47%) in evidente calo. Sempre riguardo gli Stati Uniti, prosegue la guerra commerciale con la Cina. Le due potenze si stanno sfidando a colpi di sonori aumenti di dazi, a scapito delle innumerevoli aziende americane e cinesi che hanno come main business proprio l’export verso uno e l’altro Paese.
Non se la passa meglio la Germania che a sorpresa ha registrato per la prima volta un rendimento negativo per i Bund trentennali. Notizia, questa, che fa presagire una falla nel sistema finanziario tedesco che avrà ora molte più difficoltà a saldare il proprio debito pubblico, e non solo. Come se non bastasse, il prodotto interno lordo tedesco del secondo trimestre ha recentemente registrato un calo del -0,1%.
L’Italia non è da meno. Il PIL italiano su base annua diminuisce anche lui del -0,1%, tanto che Confcommercio si è detta “preoccupata” in vista di una ormai probabilissima recessione che farebbe letteralmente fuggire i pochi investitori rimasti nella Penisola. La non solidità del Paese anche dal punto di vista politico – con le contrattazioni per il probabile nuovo governo giallorosso che si protaggono ormai da diverse settimane – non fanno altro che gettare benzina sul fuoco. Un’instabilità generale non fa altro che emanare timore e perplessità.

È ancora il momento giusto per comprare il metallo giallo?

La risposta è assolutamente sì. Da notare come in Oro alle stelle dopo tensioni Usa-Iran e dopo il possibile taglio dei tassi americani diversi mesi fa avevamo previsto – dati di esperti alla mano – un aumento dell’oro oltre i 43 euro al grammo, avvenimento che è infatti accaduto.
Parlando di futuro, diversi analisti e banche d’affari hanno ipotizzato con una certa sicurezza ulteriori rialzi da parte dell’oro per i prossimi 6/12 mesi. Goldman Sachs prevede picchi di 1600 $ l’oncia da qui a breve. Dello stesso parere anche gli analisti di Union Bancaire Privée, che ritengono che i nuovi fallimentari programmi di politica monetaria globale non potranno che far schizzare l’oro sempre più in alto. Nella fattispecie, UBP mette in risalto i possibili nuovi tagli dei tassi Usa da parte della FED. Nuovi tagli farebbero in conseguenza diminuire i tassi di interesse reali entro la fine dell’anno corrente. L’andamento dell’oro, lo ricordiamo, è vincolato al contrario all’andamento dei tassi statunitensi. Uno scenario che vede tassi di interesse reali Usa ancora più bassi potrerebbe al lingotto ulteriore valutazione, anche considerando i recenti andamenti in rosso dei mercati azionari.
Secondo gli esperti Mark Lacey e James Luke del Gruppo Schroder, la fine del 2019 sarà estremamente positiva sia per l’oro che per l’argento, così come per tutte le altre materie prime.

“Nulla è cambiato attraverso i secoli. Chi detiene l’oro detiene il potere.” – Alessandro Morandotti

Oro alle stelle. Vale ancora la pena comprarlo? La risposta è sì!